Visualizzazione post con etichetta pane e pizza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pane e pizza. Mostra tutti i post

sabato 26 aprile 2008

sto messa così...


Non posso certo dire che mi manchi il lavoro in questo periodo. Perciò ogni tanto si prende una bella pizza take-away.
... e si trascura il blog ...
;-)

domenica 24 giugno 2007

Le friselle salentine

Qualche giorno fa mi ha incuriosita la ricetta di pane che Petula ha postato qui. La texture del pane, almeno a giudicare dalla foto, sembrava adatta a realizzare le friselle. Inoltre, sono stata incentivata dalla dichiarata semplicità della ricetta ed eccomi qui per il mio primo tentativo di friselle fatte in casa, alè.

Ciò detto, devo fare una premessa riguardo alle friselle salentine. Se avete a portata di mano un forno a legna affidabile e sicuro, possono essere più gustose di quelle fatte in casa, ma se - come nel mio caso - vivete in un posto dove si trovano soltanto le friselle (o freselle, come le chiamano da quelle parti) campane o calabresi (altrettanto buone, ma assai diverse dalle nostre) potete sempre fare un tentativo.

Per comodità, riporto il procedimento indicato da Petula:

Primo impasto:
3 tazze di farina manitoba (o farina 0)
2 tazze e 1/2 di acqua tiepida
3 gr di lievito di birra secco o 7 gr di fresco
1 cucchiaio di malto d'orzo

Sciogliere il lievito e il malto nell'acqua tiepida e aggiungere il tutto alla farina. Mescolare bene fino a ottenere un composto molto liquido e liscissimo. Coprite la ciotola con una pellicola e metterla nel frigo per tutta la notte.

Secondo impasto

2 tazze e 1/2 di farina integrale
1/2 tazza di germe di grano (se no aumentate le tazze di farina a 3)
1 cucchiaino raso di sale

(nota: a me l'impasto ha preso 4 tazze di farina integrale, ma quel giorno a Roma c'era un'umidità folle! Ovviamente aggiungendo farina dovrete variare anche la quantità di sale)

La prima sequenza di foto qui sotto mostra:
1) il poolish fatto la notte prima
2) la mattina successiva, dopo averlo tenuto a temperatura ambiente
3) l'impasto dopo aver aggiunto la farina integrale
4) l'impasto dopo la lievitazione



Una volta lievitato l'impasto, si fa sgonfiare e si formano le friselle, facendo dei bastoncini di ca. 15 cm e arrotolandoli su se stessi. Rimettere poi in caldo a lievitare di nuovo. Nella foto sotto le friselle prima e dopo la seconda lievitazione.



Per cuocere: ho acceso il forno al massimo (250°) con un contenitore d'acqua sul fondo per mantenere l'umidità. Dopo 10 minuti ho abbassato la temperatura a 180° e ho proseguito la cottura. Una volta pronte le friselle, le ho tirate fuori dal forno e divise in due. Ecco le foto, nella prima sono ancora a forma di panino, nella seconda in teglia pronte per la tostatura.





A questo punto vi consiglierei di farle a settembre :-)) per farle tostare ci son volute quasi tre ore, con il forno a 100° e lo sportello tenuto appena aperto per far uscire l'umidità. Ho approfittato per farmi una sauna aggratis :-))

E il risultato finale è qui sotto!



Una fatica, ma ne è valsa la pena!

Slurp

lunedì 11 giugno 2007

Dubbio filosofico

Ci dev'essere sicuramente qualcosa di perverso nel fatto di aprire un blog che parla di cibo lo stesso giorno in cui si inizia una dieta.


Comunque, cercherò - per sopravvivere - di coccolarmi con cose belle e colorate, anche se non-così-tanto-ingrassanti.


Ecco quello che ho fatto stasera, non si direbbe ma sono solo 70 g di pane integrale... e la generosa passata d'aglio fresco, insieme all'origano e al peperoncino fatti seccare in casa - mi ha fatto dimenticare il sacrificio dei 2 miseri cucchiaini d'olio concessi dalla dietologa-cattiva.


Non è tanto male, no?


I catalani giurano di aver inventato il pane e pomodoro. Per lo meno, è quanto afferma questa deliziosa guida della lonely planet che con tipico humour anglosassone descrive vizi e virtù del cibo spagnolo.


Beh, anche i salentini ne rivendicano la paternità, o la maternità a seconda dei punti di vista... la verità è che è uno di quei bei piattoni primordiali da cultura contadina, nonché la cosa più buona del mondo.

I salentini hanno inventato la frisella col pomodoro bagnata nell'acqua di mare, quando questa ancora si poteva usare per scopi commestibili... Ma questo è un altro discorso, magari ci ritornerò su.